Cinque minuti di applausi per il documentario che ripercorre gli ultimi due anni di attività del grande stilista, apparso commosso al termine della proiezione. "In questo film c'è tutto me stesso e con grande sincerità", ha detto
Venezia, 28 agosto 2008 - "Ho provato una gradissima emozione stamattina. In questo film c'è tutto me stesso e con grande sincerità. I momenti di collera, rabbia, fastidio, quelli buffi: sono io, naturale al massimo". Così Valentino Garavani, star della seconda giornata della Mostra del Cinema di Venezia parla del documentario a lui dedicato dallo statunitense Matt Tyrnauer 'Valentino: the last emperor', applauditissimo nella proiezione ufficiale in Orizzonti Eventi.
Il film è un'indagine intima, coinvolgente e divertente che racconta, attraverso gli ultimi due anni di lavoro dello stilista ed una serie di flashback sui momenti più significativi della sua carriera quasi cinquantennale, la creazione dell'impero Valentino, esplorando la relazione unica tra il couturier e Giancarlo Giammetti, da mezzo secolo suo socio e compagno.
"Amando molto il cinema e appartenendo però al mondo della moda ero intimorito all'idea di partecipare ad un festival importante come quello di Venezia. Ma alla fine credo che questo film non sia fuori luogo a Lido - aggiunge Valentino -. Da un lato l'idea che si facesse un documentario sulla mia vita mi eccitava moltissimo. D'altro all'inizio essere continuamente seguito dalla telecamere e circondato anche nei momenti più intensi del mio lavoro creativo all'inizio mi infastidiva. Poi ho accettato l'idea e ne sono felice".
La scelta di far raccontare a Tyrnauer la sue carriera, nasce da un lungo articolo sul sodalizio tra Garavani e Giammetti che il regista aveva firmato nel 2005 per 'Vanity Fair' americano: "Ci era piaciuto molto come ci aveva raccontato - ricorda Giammetti - e quindi quando ci ha proposto di fare un film su Valentino non è stato difficile dirgli di sì. Anzi, abbiamo deciso di lasciargli massima libertà, anche per non volevamo in nessun modo che sembrasse un documentario sponsorizzato. Infatti, ci sono anche alcune scene che non avremo voluto si vedessero ma abbiamo mantenuto fede al proposito di rispettare la libertà del regista e non ne abbiamo influenzato alcuna scelta".
Il film, che dopo Venezia parteciperà anche al festival di Toronto, non ha ancora una distribuzione ma il regista è ottimista: "Valentino è una star internazionale conosciuta in tutti i 5 continenti e nelle prossime settimane avremo senz'altro delle novità...", dice. Intanto alla prima di questa mattina il pubblico gli ha riservato una standing ovation con ben 5 minuti di applausi.
Il film mostra da vicino la genialità del designer ma anche il suo stile di vita opulento tra l'atelier di Roma, lo yacth, i ricevimenti parigini, gli aerei privati e frequentazioni del jet set internazionale, da Hollywood all'elite politica, alle famiglie reali europee. E accompagna lo spettatore lungo l'emozionante percorso che inizia con la Dolce Vita e si conclude con l'addio dello stilista alla griffe da lui creata, nella sfilata di Parigi del gennaio scorso. E proprio sul futuro del marchio Valentino e dell'alta moda, lo stilista aggiunge: "Ora sono uno spettatore. ma guardo con grande attenzione al futuro. Anche perchè è nel mio interesse che Valentino continui ad essere grande perchè porta il mio nome. Quanto all'alta moda, non finirà mai -conclude- perchè la gente ha bisogno di sognare".