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Speciale Venezia 2008

SEZIONE ORIZZONTI / 'PA-RA-DA'

Al Lido la solidarietà di Pontecorvo jr
Così un clown salvò i bimbi di Bucarest

Il tema dell'emarginazione squarcia il glamour della seconda giornata. Il regista racconta l'avventura di Miloud Oukili, che ha insegnato l'arte circense ai bimbi di strada in Romania per salvarli da povertà e disperazione

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Il cast di 'Pa ra da' Venezia, 28 agosto 2008 - "Questa storia l'ho trovata per caso, leggendo un quotidiano e vedendo un telegiornale. Ho incontrato Miloud, e subito dopo sono volato a Bucarest per rendermi conto di persona della situazione. Lì ho deciso che questo film lo dovevo fare".

 

Nasce da un'urgenza morale 'Pa-Ra-Da', primo film italiano nella sezione 'Orizzonti' ed esordio nel lungometraggio del figlio d'arte Marco Pontecorvo (sui titoli di coda campeggia proprio la dedica al padre Gillo), che racconta la vera storia di un clown di strada, Miloud Oukili, mezzo algerino e mezzo francese, e la sua strordinaria avventura con i ragazzi di strada di Bucarest, i 'boskettari'. Il clown giunto a Bucarest nel '92, tre anni dopo la fine della dura dittatura di Ceausescu, porterà una ventata di speranza ai bambini di strada, alle loro atroci sofferenze dovute a emarginazione e povertà. La pellicola accende i riflettori sul tema dell'abbandono. Il lungometraggio ha conquistato i presenti che hanno dedicato al cineasta ben dodici minuti di applausi. 

 

"Il film 'Pa Ra Da' - dice il vero Miloud nella conferenza stampa di presentazione - non si può scindere dal progetto reale 'Pa-Ra-Da', non avrebbe senso. Quest'opera era importante, al di là dei suoi meriti artistici, proprio perchè testimonia gli sforzi, le difficoltà e i successi di quindici anni di lavoro. Non abbiamo ancora finito: i bambini di strada non sono solo un problema di Bucarest, ma una realtà che riguarda tutti i Paesi, dal Brasile alla Francia".

 

L'avventura di Miloud comincia nel 1992, quando poco più che ventenne si reca in Romania per "visitarla subito dopo la rivoluzione". È giovane, idealista e giramondo, ma il suo viaggio non ha al principio un significato umanitario. "È stato l'incontro con alcune ONG del posto e con le straordinarie persone che vi lavoravano a farmi scoprire questa realtà e un nuovo orizzonte di senso", racconta "il pagliaccio".

 

Miloud si avvicina a questi piccoli disadattati, orfani avviati verso la microcriminalità di strada, sniffatori di colla e fragili vittime nella mani di adulti senza scrupoli, li conquista con la magia e l'arte del circo, gli trasmette i ferri del mestiere e dopo appena un anno e innumerevoli difficoltà, costruisce con loro uno spettacolo, 'Pa-Ra-Da' (diventato nel 1996 una Fondazione operante ovunque), che costituirà il viatico verso la riconquista di una vita nuova.

 

"Questa storia ha un potenziale umano incredibile. - dichiara Jalil Lespert, l'attore che ha restituito nella finzione la figura di Miloud - Spero che faccia riflettere le persone, soprattutto in un momento in cui dalla politica arrivano proposte di legge sconcertanti, che richiedono la nostra attenzione". La proposta di legge a cui Lespert fa riferimento è quella che vuole le impronte digitale dei bambini rom, avanzata dall'on. Maroni. Pontecorvo la commenta così: "Se le prendiamo a loro, dobbiamo prenderle a tutti".