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Speciale Venezia 2008

MOSTRA DEL CINEMA/ NONA GIORNATA

Al Lido 'Thyssenkrupp blues'
La tragedia di un sopravvissuto

Il tema impegnativo e toccante delle morti bianche sbarca a Venezia con il film documentario di Pietro Balla e Monica Repetto. La pellicola narra la vita di Carlo, un lavoratore dell'azienda tedesca dove è avvenuta la tragedia

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strage nell'acciaieria thyssenkrupp di torino Venezia, 4 settembre 2008 - La tragedia della Thyssen raccontata attraverso gli occhi di un sopravvissuto. Questo il tema del documentario di Pietro Balla e Monica Repetto 'Thyssenkrupp blues' presentato a Venezia alla Mostra del Cinema. È la storia di Carlo, 30 anni, calabrese che vive a Torino dove lavora nell'azienda tedesca.

 

Nell'aprile 2007 la Thyssen decide di smantellare lo stabilimento piemontese e a nulla valgono le proteste degli operai. Il 4 luglio Carlo annuncia alla sua amica Melita di dover tornare in Calabria per riuscire a sopravvivere.

 

Alla la sensazione di essere stato usato dei suoi datori di lavoro, si aggiunge la tristezza della rinuncia a una storia d'amore. Inaspettatamente, in autunno, l'azienda richiama i lavoratori in linea, ma la notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007 alla Thyssen di Torino scoppia l'inferno. Nella linea 5 le fiamme travolgono 7 operai di turno bruciandoli vivi. Carlo quel giorno aveva fatto il turno pomeridiano ma una telefonata all'alba lo avverte del disastro.

 

La fabbrica chiude definitivamente e il protagonista è costretto a tornare in Calabria. "Le riprese di questo film -hanno spiegato i due registi- sono iniziate nel maggio 2007 durante il casting per un documentario sulla vita quotidiana di operai contemporanei. È in questo modo che abbiamo incontrato il protagonista, Carlo. Mai avremmo immaginato che la sua esistenza sarebbe stata violentata dalla morte. Stavamo raccontando la tragicità della vita quotidiana, quella che affrontano giornalmente le persone comuni. Improvvisamente -hanno aggiunto Balla e Repetto- la quotidianità di Carlo è stata però stravolta con la morte di 7 suoi colleghi. Questo tragico avvenimento, cambiando la vita di Carlo per sempre, ha cambiato per sempre anche il nostro film. Un film così non vorremmo raccontarlo mai più".