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Siria, Obama: "Armi chimiche
sono la linea rossa"
Autobomba in Turchia:
otto morti, oltre 50 feriti

Monito degli Stati Uniti

Il Presidente Usa parla di un possibile intervento militare americano: "L'utilizzo di armi chimiche cambierebbe i miei calcoli". Esplosione nel sud-est della Turchia, fra le vittime numerosi poliziotti. Una fonte ufficiale accusa: "Sono stati i curdi"

Barack Obama (AFP)
Barack Obama (AFP)

Damasco, 20 agosto 2012 -  A “questo punto” non è stato ordinato nessun impegno militare americano in Siria, ma un eventuale uso da parte di Damasco di armi chimiche cambierebbe completamente il discorso. E’ quanto ha detto Barack Obama, durante una conferenza stampa oggi a sorpresa alla Casa Bianca, rispondendo ad una domanda riguardo al possibile uso di armi chimiche o batteriologiche, possibilità che preoccupa gli Usa ed Israele.

“Una linea rossa per noi è quella dello spostamento di armi chimiche o un loro utilizzo, questo cambierebbe i miei calcoli”, ha detto il presidente americano nel giorno in cui gli osservatori Onu hanno concluso la loro missione e abbandonato il Paese. Terminato anche il Ramadan che ha portato con sè una lunga scia di sangue, violenza e morti.

GIORNALISTA MORTA - Gli attivisti anti-Assad dell’Osservatorio per i Diritti Umani hanno riferito oggi che una giornalista giapponese è morta mentre stava coprendo gli scontri ad Aleppo ed altri 3 reporter sono dispersi.

STRAGE IN TURCHIA - E mentre Obama, forse per la prima volta, apre a un intervento militare americano, un'autobomba fa strage nel Sud-Est della Turchia, proprio vicino al confine con la Siria.

L'esplosione è avvenuta oggi di fronte ad una stazione di polizia nella provincia di Gaziantep, provocando la morte di 8 persone. Altre 50 sono rimaste ferite, l’agenzia turca Dogan sottolinea come vi siano molti poliziotti tra le vittime.

Non vi sono state ancora rivendicazioni dell’attacco che ha provocato anche l’esplosione di due autobus e danneggiato parecchie auto. Le forze di sicurezza turche sarebbero sulle tracce di alcuni sospetti che sarebbero fuggiti dalla scena dell’attentato. La Turchia oggi ha dichiarato di non poter accettare un numero di rifugiati superiore a centomila.

Nel frattempo, una fonte ufficiale locale, citata dall’agenzia Reuters, ha intanto puntato il dito contro i guerriglieri curdi. "Riteniamo che ci siano loro dietro questo attacco", ha detto.

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